Guide

8 guide disponibili

STAMPA

Serigrafia vs DTG vs DTF: quale tecnica scegliere?

La serigrafia è la scelta economicamente corretta da 50 pezzi in su con design a colori fissi: a 100 pezzi un logo monocolore costa circa €1 a maglietta, ma solo dopo aver pagato circa €29 di impianto per ogni singolo colore. La stampa DTG elimina il costo di setup e gestisce grafiche fotografiche complesse, ma a un costo unitario decisamente più alto — circa €4,91 a pezzo su 100 magliette in cotone. Il DTF si posiziona come la tecnologia più versatile del mercato: funziona perfettamente su cotone, poliestere, nylon e pelle senza alcun setup colore, con un costo unitario che rimane stabile (circa €2–6) indipendentemente dalla quantità ordinata. La scelta definitiva tra serigrafia vs dtg o dtf dipende sempre da tre variabili fondamentali: quanti pezzi stai producendo, la complessità cromatica della tua grafica, e su quale specifico tessuto stai lavorando.

PRODOTTI

Quale tessuto scegliere per le magliette personalizzate? La guida completa

Scegliere il tessuto giusto per una maglietta personalizzata dipende da tre variabili che si condizionano a vicenda: la fibra (cotone, poliestere, miscela), la grammatura in GSM e la costruzione del tessuto (jersey o piqué). Sbagliarsi su una di queste significa compromettere la stampa, la vestibilità o la durabilità del capo — spesso tutte e tre insieme. Un cotone sbagliato fa sbiadire una stampa costosa al primo lavaggio, mentre una grammatura errata trasforma una divisa aziendale in un capo scomodo e inutilizzato. Che tu stia lanciando un nuovo brand di streetwear, organizzando una maratona o ordinando le uniformi per il tuo staff, la composizione della maglietta deve allinearsi perfettamente alla tecnica di stampa scelta e all'uso finale. Ignorare questa compatibilità significa sprecare budget. In questa guida trovi tabelle di confronto, uno schema decisionale per ogni caso d'uso e tutti i dati tecnici che ti servono per scegliere senza errori.

Come Custoomy calcola l'EcoScore

Più del 50% dei claim ambientali nel mercato europeo sono vaghi, fuorvianti o non verificati (Commissione Europea). L'EcoScore nasce da una domanda precisa: c'è un modo per confrontare i prodotti su questo aspetto senza affidarsi alle dichiarazioni dei brand?

Come si dividono le taglie per un ordine di gruppo?

La distribuzione ideale delle taglie per un ordine di gruppo dipende da tre variabili principali: il target demografico (età, genere, contesto), il tipo di capo (t-shirt, felpa, polo) e la vestibilità del brand scelto. Non esiste una formula universale, ma esistono curve statistiche affidabili per ogni segmento. Per un gruppo misto generico di adulti il picco si attesta sulla taglia L, con una curva asimmetrica spostata verso le taglie grandi. Per universitari e sportivi femminili il picco scende su M; per dipendenti aziendali e senior si sposta verso XL. In questo articolo trovi le tabelle di distribuzione per 12 segmenti diversi, i modificatori principali da applicare e come evitare gli errori più comuni che generano rimanenze e riordini costosi.

PRODOTTI

Certificazioni tessili: quali contano davvero?

Le certificazioni tessili dicono cose molto diverse tra loro: GOTS garantisce fibra biologica e intera filiera produttiva, OEKO-TEX Standard 100 testa le sostanze chimiche nel prodotto finito, Fair Wear verifica le condizioni di lavoro nelle fabbriche. Capire la differenza è diventato urgente: dal 27 settembre 2026 la Direttiva europea ECGT vieta i claim generici come "eco-friendly" senza una certificazione verificabile alle spalle. L'EcoScore di Custoomy traduce queste certificazioni in un numero da 0 a 12, assegnando pesi diversi in base alla rigorosità e all'indipendenza di ogni standard. Questa guida spiega quali certificazioni contano, perché, e come leggere l'EcoScore per scegliere il prodotto giusto per il tuo progetto.

Magliette personalizzate: la guida completa a tecniche, costi e qualità

Le magliette personalizzate sono il prodotto di personalizzazione tessile più ordinato al mondo. Ogni anno milioni di persone — privati, aziende, creator, associazioni sportive — cercano come stampare il proprio logo, una grafica o una frase su una t-shirt. Il problema è che la maggior parte si concentra solo sulla stampa, trascurando il passaggio che determina il risultato finale: la scelta del capo stesso. Tessuto sbagliato, grammatura inadatta, tecnica scelta a caso e file preparati male trasformano anche l'ordine meglio intenzionato in una delusione costosa.Questa guida ti accompagna attraverso l'intero processo — dalla scelta del capo e della tecnica di stampa, alla preparazione del file e alla consegna — con prezzi indicativi aggiornati, strumenti interattivi per orientarti e i 12 errori più comuni da evitare prima di ordinare.

ECOMMERCE

Magliette personalizzate per creator e influencer: il merchandise che converte

Nel 2026 avviare un merchandise come creator italiano è redditizio — a condizione di fare due scelte giuste fin dall'inizio: il modello produttivo (non tutti i Print on Demand sono uguali) e la struttura fiscale (che spesso blocca chi non ci ha pensato prima). Il mercato della creator economy italiana vale oggi circa €950 milioni, ma solo il 15% dei creator con community attiva vende merchandise fisico. Il margine netto reale su una t-shirt prodotta in stock con uno stampatore italiano può arrivare al 65%, contro il 25-35% del POD. Questo articolo copre i benchmark economici reali per fascia follower, il caso CiccioGamer89 e il suo €3.500 perso per un errore di logistica, la scelta tra POD e stock con numeri veri, e la guida fiscale completa per chi opera in regime forfettario.

MARKETING

La sacchetta di juta con il tuo logo vale più di un post Instagram

Una sacchetta di cotone o juta personalizzata con logo costa tra €0,54 e €2,50 per unità a seconda della tipologia e del volume. Brand come Velasca la includono in ogni confezione non come imballaggio, ma come strumento di marketing continuativo: ogni volta che il cliente la usa in valigia, in palestra o in armadio, il logo è visibile. Il costo è inferiore allo 0,2% del prezzo di vendita di un paio di scarpe. La vita utile del gadget si misura in anni, non in ore come un post sui social. Questo articolo analizza il caso Velasca, confronta le pratiche di 15 brand calzaturieri (dal lusso al DTC), calcola il ROI reale e fornisce una guida pratica per replicare lo schema — scegliendo il materiale giusto, il fornitore giusto e il volume minimo conveniente.